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Sempre più saldo l’asse Draghi-Macron. E con Merkel in uscita ora Berlino trema


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Dopo il gelo seguito alla visita di Luigi Di Maio ai gilet gialli, è stato il Quirinale a ricucire i rapporti. Ed entro l’estate Roma e Parigi dovrebbero siglare il Trattato del Quirinale che rinnova il patto di cooperazione del 1963. «Il rapporto tra Macron e Draghi inizia da prima che l’italiano diventi premier- dice al Giornale Edoardo Secchi, imprenditore e presidente dell’Italie-France Group- e questa consonanza è una grande occasione per i due Paesi che dopo la Brexit sono al lavoro per contendere alla Germania, che come al solito si è mossa in autonomia, il centro finanziario europeo che era a Londra».

I contatti tra i due governi non sono mai stati così intensi. Macron è stato il primo leader a complimentarsi con Draghi per aver bloccato l’esportazione di vaccini verso l’Australia. Il 21 aprile, una settimana prima degli arresti, Draghi aveva avuto un colloqui telefonico a tutto campo con Macron, parlando anche di argomenti che per anni hanno diviso Francia e Italia come la strategia per pacificare la Libia. E l’8 aprile il ministro della Giustizia Marta Cartabia aveva parlato della questione degli ex terroristi esuli Oltralpe con l’omologo francese Eric Dupond-Moretti, per inciso figlio di una donna di origine italiana.

La consonanza è tale che paiono dimenticate anche le frizioni franco-italiane su alcuni dossier economici. «I francesi comprano più aziende italiane che viceversa per il semplice motivo che hanno società più grandi -dice Secchi, che ieri con un intervento pubblicato da Le Figaro ha esplicitato la prospettiva di una leadership Macron-Draghi nell’era post Merkel- ma nell’interscambio commerciale siamo in vantaggio. E i francesi non vengono per speculare: le loro aziende hanno in Italia 200mila dipendenti, le aziende italiane ne hanno 100mila in Francia».